Un’emozione così anche per te

Visti anche certi protagonisti, verrebbe da scrivere “sciacquateve la bocca” se non fosse che vittorie simili ti fanno così pieno di Roma, così semplicemente contento che rancori e polemiche le lasci agli altri (e poi ci vuole eleganza, soprattutto nel momento della vittoria). Però sciacquateve la bocca lo stesso quando parlate della Roma. O se volete risparmiare tempo: state zitti. Vale sempre. Quando si fanno gli screenshot che non si vede l’ora di tirare fuori sui social già durante la partita, quando si sproloquia gongolando di quel pippone bosniaco che non segna mai sullo 0-0 (credo che in vita sua non abbia fatto altro), che non segna mai alle grandi squadre; quando si sentenzia strafottenti di Alisson che non potrà mai essere all’altezza di Coso (Coso mi sembra il soprannome migliore per chi ha scelto di fare il secondo alla Juve), quando Di Francesco è come Zeman o solo uno – come’era? lasciamo perdere- che non ha personalità; Fazio più lento di Andrade e meno difensore di Pippo Inzaghi eccetera eccetera. Si sanno ‘ste cose, è davvero poca cosa rimarcarle. Sto sbagliando. Senza sarcasmo. Quello lo fa chi non rispetta la Roma. Che si può criticare, che anzi si deve criticare anche quando si vince come ieri ma sempre con la cura di chi la Roma ce l’ha nel cuore. Se sei della Roma. Ieri per esempio la Roma per un’ora scarsa non l’ha giocata benissimo questa partita fondamentale, nemmeno male, ma non era entrata mettendoci l’anima come speravamo, come dovevamo. È sembrata impaurita a un certo punto e le chiedevamo esattamente il contrario: Roma mia, a Milano dimostra a te stessa e a chi starnazza che non sei solo una brava ragazza bravissima a svolgere il compitino, ma una fica da paura. Innamoraci e sdraiaci. Defloraci l’anima.

Poi però la Roma l’anima, il cuore e l’intelligenza (quella di un Signore che si chiama Eusebio Di Franceso) le sue qualità le ha messe tutte insieme dentro la partita nel momento più difficile. È riuscita ad andare contro tempo, a sterzare, a risalire, fino a finire ballando, fino ad arrampicarsi sotto e sopra al settore. Con la commozione di Florenzi e l’applauso di Manolas quando esce e (ri)entra nel cuore dei tifosi. Se sei della Roma oggi godi e vivaddio che è così. W la Roma anzi. Che vince a casa del Milan di Berlusconi pure se Berlusconi non c’è più, a casa dei cinesi che sono Made in China per davvero, a casa delle cose formali di Fassone e di quelle fantomatiche delle gazzette di questa penisola pronte a fare eco alla grandeur di Romagnoli: a proposito, iniziamo una battaglia in Lega per togliere il gol capolavoro al nostro Cigno-Girasole e assegnare l’autorete all’erede di Nesta. Sciacquateve la bocca oppure fate come vi pare (parlate a vanvera di Var e sempre a favore della Juve e mettete in seconda-terza serata la nostra vittoria solare), tanto se sei della Roma ti prendi ‘sta vittoria romanista, ti ci addormenti e ti ci risvegli stamattina e la dedichi a chi vuoi tu. Ad Antonio, a Olol, a chi al vento avrebbe detto e continua a dire sì.

Uscito su Il Romanista del 2/10/2017

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