La prima. L’ultima

Roma-Verona. Era il 26 giugno 1984. L’ultima partita di Agostino Di Bartolomei con la Roma. Tra i tanti striscioni quella sera in Sud ce n’era uno che recitava così: “Agostino: il nostro non è un addio… Ciao campione”. E invece la Sud quella volta si sbagliò. Ma come fai a non sbagliarti in occasioni del genere? Come fai ad alzare una Coppa quando hai perso La Coppa? Come fai a salutare il tuo Capitano per sempre? Quel giorno i ragazzi della Sud riuscirono a far avere tramite Giannini una lettera per Di Bartolomei: “Caro Agostino vorremmo piangerti in faccia, ma sarebbe giusto? Forse è meglio così, salutarsi con una lettera di tutto il gruppo… Quanto ti abbiamo ammirato, caro Ago, quanto abbiamo capito il tuo modo di essere…! Quel tuo non voler essere per forza “personaggio”… Ci salutavi alzando il braccio un po’ timido… senza troppe scene… Hai incarnato il sogno di tutti i ragazzi di Roma… Qualcuno potrebbe dire: i giocatori vanno, la Roma resta. D’accordo, ma tu non sei come gli altri per noi… sei parte di noi… Caro Ago, segna per noi oggi, ci servirà per trovare coraggio, vogliamo le tue braccia che alzano la Coppa sotto la curva, vogliamo vederti sorridere…”.

Quella sera Ago non segnò, e nemmeno sorrise perché quando alzò la Coppa aveva una specie di ghigno. Era il momento dell’addio. (…) Non rientrava più nei piani della società. Non rientrava più con la Roma… Quando entrò in campo si girò verso la Sud e lesse questo striscione rimasto famoso: “Ti hanno tolto la Roma, non la tua curva”. L’ho sempre amato questo striscione, ma anche questo adesso capisco che era sbagliato: la Roma ad Ago non gliela toglierà mai nessuno.

(Da “Le 100 partite che hanno fatto la storia della Roma”, Newton Compton)

 

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 15 gennaio 2016, in Articoli, Libri con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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