Cos’è che ci fa sentire uniti?

Che cos’è la Roma? Ammazza che domandona e quanta presunzione… Neanche Heidegger quando s’è chiesto cos’era l’opera d’arte… Qui è più facile, e poi c’ho 2.500 battute: i tifosi della Roma non sanno dirlo, ma sanno cos’è, “è quello che ci fa uniti anche se non ci conosciamo”, è quello che portò I soliti Ignoti a fare il colpo a Milano. Un pezzo di cuore e un pezzo di storia. Com’era la storiella? Alto, basso, brutto, bello, ricco, povero, fedele, miscredente… la Roma unisce. Quanto è stato vero! Negli Anni 70 ci si sparava nelle strade e ci si abbracciava in curva. E non c’è un’oncia di esagerazione: c’era la Roma. Per fortuna c’era la Roma cantava Pietrangeli da sinistra, e valeva pure da destra, valeva dovunque la Roma. La Roma ai tempi dei social network (con fb Falcao non finiva il suo primo anno e Di Bartolomei sarebbe stato ceduto in un gennaio qualsiasi) è diventata il suo esatto contrario: la prima cosa che divide. Nei bar, in radio, sui social, e purtroppo anche allo stadio: “Garcia via”; “Cia fatto vince”; W Sensi e abbasso l’americani”; “W l’americani e abbasso Sensi”;”De Rossi 6 mioni”; De Rossi è la maglia”; “C’è solo la maglia”; “C’e’ solo Totti”; “Sabatini dimettiti”; “Sabatini facce fuma”, “Abbassate le bandiere!”; “Alzate la voce”; “Perché non tifate!”; “Bisogna sciopera”; “Manca ‘na punta”; “No mancano i terzini”; “Ciavemo troppe punte”; “Tocca fa rescinde i terzini”; “W radio A”; “C’è solo radio B”, “Radio C con te sempre sarem”; “Amo speso troppo”; “Straccions”; “Servi”; “Ribelli”; “Romanistoni”; “Supermegafanta Ultras”… Va pure bene tutto, ma ogni posizione viene abbracciata come definitiva, roba tra giacobini e vandeisti, non tra romanisti. Poi ci stanno invece quelli da anti Inferno che cambiano idea pronti a difendersi con lo slogan che solo gli imbecilli non lo fanno (ci mancherebbe, ma se in una settimana lo hai fatto sette volte e hai avuto pure la premura di farcelo sapere, non è che hai cambiato idea, è che sei imbecille). E la Roma? La Roma in tutto questo dov’è che ci unisce? Quand’è che ci unisce? Quando segna un gol e basta? E’ lì che ci scappa un abbraccio e poi subito dopo tutti alla ricerca del like o della vittoria di fazione o da fantacalcio? Un po’ poco per dedicarci tutte queste attenzioni e farci tanti romanzi e, soprattutto, per dirsi romanisti. La verità è che ci hanno messo le barriere con la nostra libertà. Il “potere” (che resta parola vuota e retorica ma che c’è) si sta anche divertendo, perché ha bisogno di chi dice “abbasso il potere”, si alimenta del “contro tutto” perché chi è contro tutto non è contro nessuno. Ci stanno mettendo le barriere perché le barriere ce le siamo già messe, senza accorgersene. Ci siamo scordati di fare la rivoluzione, perché la rivoluzione era ed è la Roma.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 23 agosto 2015, in Articoli, Match Program con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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