La serata giusta

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28 maggio 1981, Torino – Stadio Comunale
Juventus-Roma 0-1
Coppa Italia, semifinale di andata

Uno era squalificato, l’altro infortunato ma non pareva un caso: quella sera mancavano sia Ramon Turone sia Cesare Prandelli che lo teneva in gioco diciotto giorni e qualche centimetro prima su quello stesso campo per quella stessa partita. Quella valeva lo scudetto questa un po’ di più della semifinale di Coppa Italia, almeno per la Roma, almeno per i romanisti che tornavano letteralmente sul luogo del delitto dopo poco più di due settimane con l’orgoglio e soprattutto la consapevolezza di una squadra che si sentiva più forte della Juventus, perché lo era.

E lo dimostrò anche quella sera. L’immagine è quella della serata giusta, del volto più pulito possibile, quello del Bimbo Ancelotti che segna, dopo aver ricevuto palla da Birigozzi, a Zoff. C’è una foto del suo sorriso accanto al ghigno scocciato di Brio che racconta un’epoca e una differenza. Certi commentatori si preoccuparono subito di sottolineare che la Juve aveva qualche assenza, che Bettega era appena rientrato, che la Coppa Italia non era lo Scudetto, che c’era ancora la sbornia per lo Scudetto…

La risposta sta nel tabellino, nel volto di Ancelotti e negli “ottantamila circa” che si presentarono al ritorno: aspettavano il ritorno di un’andata giocata molti giorni e qualche centimetro prima.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 28 maggio 2015, in Articoli, On This Day, Storia con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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