Quarti di nobiltà e d’orgoglio

7 maggio 1986, Roma – Stadio Olimpico
Roma-Inter 2-0
Coppa Italia, andata quarti di finale

Il senso di questo Roma-Inter 2-0 sta nella formazione della Roma che leggi nel tabellino: Gregori, Oddi, Mastrantonio, Desideri (67′ Bencivenga), Lucci, Righetti, Graziani, Giannini, Tovalieri (87′ Gespi), Impallomeni, Di Carlo.

Una masnada di ragazzini che in questo pomeriggio di Coppa Italia si sbarazzeranno dell’Inter e che si appresteranno a vincere la competizione. Il senso di questa partita è quello della migliore Roma di Eriksson che da poco aveva subito il trauma surreale e grottesco del Lecce dopo aver giocato il miglior calcio del pianeta e aver recuperato 8 punti alla Juventus in 13 partite quando la Juve era campione del mondo e la vittoria valeva due punti.

Questo Roma-Inter 2-0 – invero contro un’Inter pure lei dimessa perché i pezzi grossi di tutte le squadre lavoravano per i Mondiali in Messico – è stata la prima partita dopo l’ultima gara di quel campionato, dopo l’epica e struggente trasferta di Como del 27 aprile, e nemmeno una ventina di giorno dopo il Lecce. Roma-Inter 2-0, continuando a giocare il calcio migliore pure con i ragazzini e vincendo alla fine una Coppa Italia che avrebbe avuto ancora forte il sapore del nostro orgoglio.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 7 maggio 2015, in Articoli, On This Day, Storia con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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