A Firenze come a Rotterdam I tifosi della Roma si riconoscono

Rudi Garcia dopo la partita di Verona col Chievo ha detto di non aver riconosciuto la Roma. A Verona nemmeno i giocatori in campo hanno riconosciuto loro stessi come ha raccontato dopo Morgan De Sanctis, per esempio. Era successo pure prima, come hanno raccontato Maicon e Keita qualche partita fa. Sta succedendo da due mesi più o meno.

Non si riconosce più nemmeno da quanto tempo è così. Non si riconosce il lavoro che si fa in settimana, non si riconosce il problema o se si riconosce il problema (una serie di problemi anzi, meglio, un “problema d’insieme” cit. Morgan De Sanctis) non si riconosce la soluzione. La Roma non si riconosce per 70’ con la Juve, per 50’ col Verona, per 90’ col Chievo, per un tempo con la Lazio, con l’Empoli, col Palermo eccetera eccetera. La Roma non si riconosce rispetto alla stagione scorsa e nemmeno rispetto all’anno scorso.

La Roma non si riconosce rispetto a Torino, rispetto a Manchester, la Roma che non si riconosce per niente a Monaco di Baviera perché non s’era riconosciuta – forse per la prima volta – col Bayern all’Olimpico. Rudi Garcia dopo la partita di Verona con il Chievo ha detto di non aver riconosciuto la Roma… Ecco a Firenze c’è una grande opportunità, persino più grande della possibilità di vincere e di poter andare ai quarti di finale di Coppa Uefa (sì, va be’, Europa League); a Firenze la Roma sarà seguita da 2.300 tifosi che, si dà il caso, stavolta, stanno lì perché stavano anche a Rotterdam, a Manchester, a Monaco di Baviera al di là dell’irriconoscibilità o meno della Roma in campo.

Ci saranno perché ci stavano. Ci stanno perché ci saranno. Stanno là perché ci sono sempre stati. Stavolta i giocatori, che Garcia non riconosce, che non si riconoscono in campo, hanno la possibilità di riconoscerli quasi uno per uno. Sembra fatto apposta, è un diritto di prelazione che ha la Roma su stessa: l’opportunità finalmente di riconoscersi. Ritrovarsi. È letteralmente una questione di riconoscenza per chi c’è sempre stato e sempre ci sarà, ma non è solo quella, è una questione più, una questione di identità: la Roma sono loro”.

Annunci

Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 12 marzo 2015, in Articoli, Match Program con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: