Carpi e De Micheli

“Un terzino di livello medio-basso con elevato agonismo“. Così ci sta scritto alla voce Mario De Micheli su wikipedia, una (non) definizione che dà ragione a chi dice che internet non fa testo. Sicuramente la Curva Sud non s’è fermata lì per scegliere il volto di De Micheli tra i sedici rappresentativi dell’animo della storia di questa squadra di calcio e già questo fa bene al cuore. Ma al cuore e agli occhi di ogni tifoso innamorato della Roma ha fatto bene quel capolavoro e in particolare i due stendardi con la faccia di De Micheli e di Giorgio Carpi. Di Giorgio Carpi wikipedia parla di più apposta ne parliamo adesso di meno. Il fatto è che Agostino, Totti,De Rossi, Ferraris, Bernardini… li capisci, sono dovuti, necessari, te li aspetti, anzi lo sai già che staranno là una volta che hai letto quel “Figli di Roma, capitani e bandiere… Questo è il mio vanto che non potrai mai avere“, ma la presenza di De Micheli e Carpi per chi romanista romanista cioè romanista e basta semplicemente:commuove. C’è cura, ricordo, attenzione, studio, amore, Roma. De Micheli ha giocato 70 partite, ha vinto una coppa Coni è finito nella canzone di Campo Testaccio e nei tabellini dei pionieri della Roma, roba che per wikipedia è mezza riga, ma come lo cataloghi lo spirito, come la definisci, come la inquadri, come la dici la Roma? “Nato a Roma, è dei romani il più autentico rappresentante, poiché Trastevere è la roccaforte dei discendenti di Romolo e Remo, e De Micheli è trasteverino al cento per cento“. Così lo definiva Il Littorale nel 1931. De Micheli è romano e quindi romanista, perché era già così prima che nascesse la Roma.

De Micheli è storia che cammina. De Micheli era trasteverino, romano, romanista, era il faciolaro, perché quello faceva. Si narra che in un derby giocato proprio un 24 maggio schiaffeggiò il generale Vaccaro, ma è quella sua romanità, quel suo essere spudoratamente romanista che lo ha fatto finire dritto nelle bandiere. Un faciolaro bandiera della Roma, è anche questa la grandezza di questa squadra fatta grande da questi uomini. Romanisti. Fatta grande anche da Giorgio Carpi che a leggere la carriera non lo capisci per niente perché ci stava negli stendardi retti da tutta quella gente. Era nato a Verona, dalle parti dell’Arena no a piazza Trilussa, in dieci anni di Roma non ha giocato nemmeno 50 partite, non ha vinto lo scudetto, eppure stavi lì, fiero in Curva Sud. Se l’avesse potuta vedere la sua immagine Giorgio Carpi sarebbe stato l’uomo più felice del mondo, forse più felice di De Rossi, forse. Perché Giorgio Carpi con la Roma ha giocato dieci anni senza prendere una lira, senza ricompensa contrattuale, era ricco di famiglia non ne aveva bisogna e non li voleva perché “io sono fiero di indossarla la maglietta della Roma, perché per me è un piacere e onore giocare nella Roma, perché non c’è niente di più bello“. Volete commentare? Lo chiamavano Il signorino e per la Roma ha fatto tutto per niente (anche il traduttore e il ds). In un derby dimenticato e mai giocato la Curva Sud mostrò anche un altro striscione, questo: “Sangue e oro, aristocratica e popolare, AS Roma unico simbolo della Capitale“. Il faciolaro e il Signorino: se volete sape’ cos’è la Roma lasciate perde wikipedia. Guardate la Curva Sud.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 17 gennaio 2015, in Articoli, Match Program con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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