Storia di un’eterna contrapposizione. Ma anche di uomini come Scirea

E’ strano. Nessuna partita come Juventus- Roma si porta dietro un mare di contrapposizioni. Ogni volta, ogni Juve-Roma  e Roma-Juve, e ogni volta in una specie di ripetizione inaugurale si parla della matrigna di tutte le partite, del vero derby della Roma (‘sta cosa l’ha detta Paulo Roberto Falcao quindi va per forza tenuta in considerazione), di un mondo a colori e di quello in bianconero, di opposizione e potere, di popolo e status quo, dei centimetri di Viola, del righello di Boniperti, della prima volta che venne violato Testaccio proprio della Juventus e del 5-0 romanista come risposta da cui venne tratto il primo film della storia del cinema sul calcio.

Di Moggi e Baldini, di Vialli e Zeman, di Totti e Del Piero, di Falcao e Platini, della patria di Belli e quella degli ascari secondo magistrale lezione stinchelliana, di un’Italia nazional popolare e senza capitale e di una capitale senza Italia da amare, di Cavour e di Saffi, di Conte e Conti, di carte bollate e mazzafionde, di re e papi (no nani e ballerini ve li risparmio), Pruzzo e Brio, e Brio col pastore tedesco sotto la Sud, di Boniek, Haessler, Paulo Sousa, Ferrara e della cessione assurda di Peruzzi, della Fiat e della Curva Sud, dello stadio di proprietà e dell’unico stadio Olimpico possibile, di capitali contro e del capitale contro, del Lecce, di Turone, di Calciopoli, di Triadi e Trinità, di tutte le sudditanze possibili e dell’impossibile sudditanza della Roma alla Juventus proprio per tutto questo e per molto altro.

È tutto vero. Tutto verissimo. Tutto così evidente. Juventus-Roma o Roma- Juventus è un ossimoro, un picco-picco, una contrapposizione per definizione e per definizione il duello, la sfida anche quella dei sinonimi per ribadire lo stesso concetto della rivalità.  È anche per questo che appare (ma solo appare) strana una cosa: se c’è un giocatore di una squadra che non sia la Roma entrato nei cuori dei tifosi della Roma questo è il simbolo e il capitano di sempre della Juventus: Gaetano Scirea. Il buon Gaetano volato via per colpa di un incidente stradale in Polonia dopo aver visionato il Gornik. Il profilo elegante e silenzioso di un libero che è stato libero veramente da tutto anche da questa contrapposizione forte, enorme, ineludibile fra Roma e Juventus. Perché se c’è, credo, un giocatore per sempre da scegliere per qualsiasi juventino quello è Gaetano Scirea.

L’affetto dei romanisti verso chi oggettivamente è stato il difensore (ma è riduttivo definirlo solo così) più forte d’Italia non è nato solo dopo la fine tragica, in una scontata e sacrosanta e commossa solidarietà, la stima per Scirea la curva della Roma la dimostrò anche quando Scirea veniva a Roma a guidare la Juventus e a sfidare tutti i nostri sogni. Perché certe cose si vedono e si trasmettono oltre tutto. Bastano degli occhi a volte. Credo che sia soprattutto questo il senso del calcio, e in fondo non è strano: è Roma-Juventus.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 5 ottobre 2014, in Articoli, Match Program con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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