La Roma di “Ago”, un’epoca, una generazione raccontati in “55 secondi – Trenta Maggio 1984″ da Cagnucci e Castellani

Presentato stamattina al Macro di Testaccio, il nuovo libro di Tonino Cagnucci firmato assieme a Paolo Castellani. La storia di una finale maledetta “elaborata” trent’anni dopo, a venti dalla tragica fine di Di Bartolomei

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La location non poteva essere diversa; “55 secondi – Trenta maggio 1984″ è un libro che scava nel profondo dei sentimenti del tifoso romanista. Logico quindi che per la presentazione al pubblico si sia scelta una sala adiacente allo spazio espositivo della “Factory Pelanda” del MACRO, all’Ex mattatoio diTestaccio, dove fino al 20 luglio è allestita la mostra “Roma Ti Amo”. A poche centinaia di metri da dove è iniziato il mito della Roma testaccina, su un campo ed uno stadio (all’inglese, sul modello di quello dell’Everton), che oggi non c’è più in un luogo lasciato colpevolmente in uno stato di indecente ed indegno abbandono.

Logico e doveroso, poi, che sia proprio oggi il giorno. Perchè “quel” giorno è eterno tanto per quel sogno sfumato trent’anni fa contro il Liverpool, quanto e forse ancor di più, per quanto accadde il 30 maggio del 1994, con la tragica fine di Agostino Di Bartolomei.

“55 secondi” non è un libro su “Ago”, o almeno non solo. Quei 55 secondi, raccontati da Tonino Cagnucci e Paolo Castellani, sono il lasso di tempo intercorso tra il rigore trasformato proprio da Di Bartolomei (dopo quello inizialmente fallito da Nicol) e quello successivo insaccato da Neal. Di Bartolomei e la Roma da lui capitanata sono di fatto Campioni d’Europa per quel brevissimo lasso di tempo. Lo racconta anche Giuseppe Manfridi, intervenuto alla presentazione, nel suo splendido spettacolo teatrale “Roma-Liverpool 1-1″. Ma sono anche altro, come racconta Tonino Cagnucci: “55 secondi sono il tempo esatto tra il rigore di Kennedy che fissa il 5-3 che si porta via il sogno ed il coro “Roma, Roma Roma!” che potente e struggente si leva dalla Curva Sud”.

Alla presentazione è presente anche il Direttore Generale della As Roma di oggi, Mauro Baldissoni. Anche lui ragazzino quel 30 maggio del 1984: “Ringrazio dell’invito cui ho aderito con molto piacere. Con Paolo Castellani eravamo a scuola insieme, alle medie. Compagni di scuola e di tifo romanista. Tonino Cagnucci è la penna magica dei ricordi della Roma. In particolare di quella Roma cui siamo tutti legati.” Baldissoni si sofferma poi sul significato della ricorrenza: “E’ semplice e bello celebrare le vittorie. Oggi si “celebra” una sconfitta. Il 30 maggio del 1984 è comunque celebrato come il punto più alto della storia della Roma. Anche se il più doloroso. Ma quello che è accaduto è alla base delle vittorie future. Uno sgomento simile l’ho vissuto da dirigente della Roma lo scorso anno, dopo la sconfitta in Coppa Italia,  e il concetto di ripartire ed imparare da quelle delusioni l’ho ribadito a Riscone la scorsa estate. In un clima di scarso ottimismo, le sconfitte non le dimentichiamo, ci costruiamo sopra le vittorie, come è successo quest’anno nell’orgoglio dei giocatori.”

Il direttore di Rete Sport Daniele Lo Monaco, che ha condotto la presentazione, gli rivolge una domanda esplicita: “La Roma di oggi quanto è distante da quel sogno?”. Baldissoni ride e risponde: “Per sognare siamo sempre pronti. La squadra è già attrezzata per fare bella figura in Champions League ma noi cercheremo comunque di migliorarla ancora: pensiamo di non essere lontani dall’essere in grado di competere. Chiaramente, per arrivare in fondo c’è bisogno di tante circostanze favorevoli e per noi sarebbe veramente un sogno.”

Interviente anche il giornalista de “Il Romanista” Luca Pelosi, che di memoria di glorie sportive se ne intende essendo l’autore di “Banco! L’urlo del Palaeur”, cantore della Virtus di Wright e Bianchini campione d’Italia 1983 e d’Europa 1984 : “55 secondi è da considerarsi quasi come un testo sacro per quello che racconta, per come lo racconta. Tutto è una entusiasmante scoperta fatta con gli occhi di due bambini-adolescenti. E contiene insegnamenti utili ai bambini di oggi. E’ un libro profondo che ha in se anche il suggerimento su come dovrebbe esser letto, essendoci tanti riferimenti alla musica di quel periodo al suo interno; stanza buia, luce solo sul libro e musica, quella musica di sottofondo.”

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Parola dunque al co-autore Paolo Castellani, che di mestiere è uno storico dell’Arte della Soprintendenza, ma che rivela la sua indole da “dee-jay” avendo selezionato le “musiche” da inserire nel testo. La deformazione professionale è comunque presente anche quando si applica alla Roma. Lui esperto nella conservazione delle opere d’arte, è il proprietario della maglia originale (qualcuno l’ha definita “bianca luce”) indossata da Di Bartolomei in quella sera di maggio. “Tonino mi ha aiutato ad elaborare trent’anni dopo, quel Roma-Liverpool. Mi disse che noi siamo quelli che dopo quei rigori ci siamo rimessi in fila al botteghino, aspettando come stiamo facendo, l’occasione per la rivincita. E il libro racconta in forma di dialogo tra me e lui questo sentimento.”

Infine parla Tonino Cagnucci, giornalista, filosofo, più semplicemente e genuinamente romanista come ce ne sono pochi: “Ho questo libro “dentro” da trent’anni, un tempo sufficiente per elaborare la cosa. L’ho scritto con Paolo perchè è serio, anche se (scherza, ma non troppo n.d.r.) il motivo per il quale sono entrato in contatto con lui è solo quello legato alla maglietta di Ago. Una persona che ha quella maglietta in casa è una persona speciale. Va trattata con riguardo.” Nonostante la timidezza, l’impaccio visibile e momenti di emozione vera, Cagnucci è un fiume in piena. E’ come se avesse tolto il “tappo” delle emozioni e sciorina ricordi, aneddoti, cifre, dati. In un racconto sempre velato dalla malinconia sincera di chi è stato davvero “segnato” per il resto della propria esistenza da quella data e dalla ricorrenza di dieci anni dopo, tragicamente indelebile più di quel 30 maggio 1984.

Nel libro c’è la genesi di quel 30 maggio 1984, che parte addirittura dalla finale di Coppa Campioni del 1974, quella tra Bayern e Atletico Madrid finita 1-1 e ripetuta due giorni dopo con l’affermazione 4-0 dei tedeschi. Da quella edizione niente più ripetizione, ma l’istituzione della “lotteria” dei calci di rigore. Per la prima volta assegneranno la Coppa quella notte del 30 maggio di trent’anni fa, per la prima volta “in casa” di una finalista, battuti sotto quella fantastica Curva Sud che canta “Roma, Roma, Roma” 55 secondi dopo il rigore decisivo. Con l’intermezzo di 55 secondi di Agostino Di Bartolomei Campione d’Europa. Un libro che racconta bene ed indica una strada per il futuro dei tifosi romanisti, della loro passione, del loro amore. Perchè, come dice convintamente Cagnucci: “Il 30 maggio ci ha dato più di quello che ci ha tolto”.

 

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 31 maggio 2014, in Articoli, Libri con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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