Da Carletto fino al Mare di Roma

A maggio, è il turno di quella che può forse essere salutata come l’autobiografia più riuscita di un ex atleta romanista. Ci riferiamo a: “Preferisco la Coppa. Vita, partite e miracoli di un normale fuoriclasse” (RCS libri, 17.50 euro, 264 pagine), realizzato da Carlo Ancelotti con l’aiuto di Alessandro Alciato.

Uno stile ironico, pragmatico, ma anche chiaro. Un libro in cui il sentimento nei confronti della Roma, della Roma e dei romani (ma forse è la stessa cosa) emerge in modo abbagliante: «Roma città matta, capitale del mio cuore. Di Milano non conosco niente, di Roma tutto. Lì ho imparato a vincere, anche se il mio rapporto con e disincantato nell’affrontare gli avvenimenti belli è strano: li ricordo poco. Nel calcio come nella vita – anche privata – ti restano più addosso le delusioni, di cui però non ho tutta questa voglia di parlare. Lo scudetto del 1983 è stata la mia prima vittoria (…)».

Nel mese di ottobre arriva invece un’opera destinata a segnare, oltre che un successo editoriale con pochi precedenti, un nuovo “modello” di narrativa sportiva. Ci riferiamo a: “Daniele De Rossi. Il mare di Roma ”, di Tonino Cagnucci (Limina, 214 pagine, 18 euro). Uno stile che unisce alla conoscenza cronologica ed esaustiva di avvenimenti e personaggi, una volontà quasi astrologica di incrociarli, scovando invisibili simmetrie passate inosservate sino a quel momento, simmetrie che inondano i fatti di una luce inedita. Tonino Cagnucci, non ha, a differenza di Vittorio Finizio per quanto riguardava Fulvio Bernardini, la frequentazione quotidiana, confidenziale con l’eroe del suo tempo (Daniele De Rossi), non ha l’esplosivo dna popolare e allo stesso tempo aristocratico dello stile di Fulvio Stinchelli, ma come nessuno una sapienza narrativa visionaria in cui le memorie della vita si mescolano indissolubilmente a quelle del calcio. Il terreno erboso diventa una scacchiera che mette sotto i riflettori qualità che vivono soprattutto al di fuori dal campo, immutabili e che danno senso alla vita.

Ecco dunque che Paolo Roberto Falcao diventa: «assieme a Pier Paolo Pasolini il più grande pensatore del Novecento» e che il suo procuratore, Cristoforo Colombo trova l’accordo con il presidente Viola per: «un miliardo e tre caravelle». L’autore porta a spasso il lettore per le pagine de: “Il mare di Roma ”, facendolo divertire, attraversando questo divertimento con concetti profondi: «E’ una questione di fiducia l’amore. Quando tu tiri un pallone al mare, il mare te lo riporta sempre. E’ l’uno due più grande e intimo che ci sia. E’ proprio così che Daniele De Rossi ha cominciato a giocare al calcio», inquietanti: «ci sono cose che non hanno prezzo, anche se pure questo è diventato uno slogan pagato bene», illuminanti: «A dicembre Roma aspetta un derby che significa né tanto né poco, ma giustamente tutto». Ne nasce un mix straordinario, che ha colpito migliaia di lettori e lo stesso De Rossi, che dopo aver divorato la storia della sua vita su un file-word, intervenne in carne e ossa alla presentazione del libro, il 17 dicembre 2009 al Teatro dell’Angelo. Cagnucci, si deve dirlo, completa e rinnova una trilogia di mostri sacri della narrativa romanista che compone con Finizio e Stinchelli.

Il 2010, con un pizzico di fortuna in più avrebbe potuto trasformarsi nella data della più clamorosa impresa sportiva della storia della Roma. La fantascientifica rincorsa all’Inter, si conclude nel più amaro dei modi a pochi metri dal traguardo. Ne fanno le spese, naturalmente, la messe di libri in rampa di lancio. A vedere comunque la luce è: “AS Roma. Grazie lo stesso. A un passo dal sogno: il diario giallorosso di una stagione indimenticabile” (Adriano Stabile, Alberto Castelvecchi Editore, 186 pagine, 14.90 euro). E’ un documento (anche iconografico con le sue 81 foto), comunque significativo di una cavalcata a cui era doveroso dedicare un simile sforzo. Il 2010 è anche e soprattutto l’anno dell’uscita, in 999 copie numerate, del monumentale: “Il libro ufficiale dell’AS Roma”, edito dalla Collezioni Numismatiche. Dopo oltre 12 mesi di lavoro, il gruppo di ricerca coordinato da Fabrizio Grassetti, licenzia un libro di 520 pagine con un formato 30×40, 1000 foto, di cui 380 inedite, provenienti in grande numero dalla leggendaria collezione di Gabriele Pescatore (che ha firmato l’opera al pari di Fabrizio Grassetti, Franco Bovaio e Massimo Izzi).
Dal punto di vista iconografico si tratta, di gran lunga, del capolavoro assoluto della storia bibliografica romanista, con una carrellata irripetibile di cimeli, memorabilia, particolarità di ogni genere. Sempre nel novembre del 2010, Adriano Stabile firma anche il poderoso: “Tutti gli uomini che hanno fatto grande la AS Roma” (Alberto Castelvecchi Editore, 395 pagine, 19.90 euro). Nell’ottobre 2011, patrocinato da Roma Club Eur Torrino Federica Del Poggetto, “Il primo della fila” (Massimo Izzi, 197 pagine, 10.00 euro), un libro che ripercorre la vita e la carriera di Giorgio Rossi come pretesto per raccontare oltre mezzo secolo della storia della Lupa. Il volume venne presentato il 31 ottobre 2011 alla Sala Luigi Di Liegro di Palazzo Valentini. A fare compagnia a Giorgio, personaggi come Tessari, Trebiciani, Losi, Superchi e Walter Sabatini, che quasi a tempo scaduto aveva firmato questa bella prefazione: «Incredibile ritrovarti dopo 35 anni con la faccia scolpita dal tempo e dai ricordi, lo sguardo un po’ appannato ma pronto ad illuminarsi nel racconto sbrigativo di una iperbole di Liedholm, una rincorsa di Francesco Rocca o un silenzio di Agostino. Ti vedo percorrere silenzioso e quasi circospetto lo spogliatoio ammiccando impercettibilmente a chiunque incrocia il tuo cammino, attento a non dar fastidio, tu testimone antico del tempo e delle cose. Quando ci fermiamo a parlottare sei percorso da un dubbio divertito sommessamente irriverente. Ma può quella improbabile e oziosa ala destra essere il DS della Roma? Grande Giorgio, hai dovuto vedere e sopportare anche questa».

Nel 2012 non passa certo inosservata la pubblicazione a cura dell’AIRC del volume celebrativo “40 volte … ti amo”. Il libro è soprattutto una raccolta di documenti fotografici (643 immagini), ma nelle 207 pagine non manca la ricostruzione delle vicende dell’Associazione, che in passato erano state demandate all’opuscolo del 1981 “Dieci anni dopo”, e alla pubblicazione del 1986 “Quindici anni dopo”.

Potremmo continuare ancora con molte puntate, ma “rischieremmo” di entrare troppo nell’attualità. Duque la nostra storia bibliografica della Roma, la prima nella storia, termina qui. (XV – fine)

Le prime quattordici puntate sono state pubblicate sul Romanista del 18 febbraio, 19 febbraio, 3 marzo, 25 marzo, 3 aprile, 11 aprile, 11 agosto, 13 agosto, 15 agosto, 17 agosto, 18 agosto, 19 agosto, 20 agosto e 22 agosto.

Massimo Izzi

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 23 agosto 2013, in Articoli, Storia con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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