Il dito e le stelle, la nostra America

Se quello di Armstrong fu solo un piccolo passo per l’uomo, ma un balzo gigante per l’umanità, questo di DiBenedetto è un passaggio di tempo e di spazio più grande. L’America vista da qui è sempre stata più lontana della Luna. L’America vista da Roma è stata sempre l’America “che io non ti posso dar”. Perché il cielo dell’America “son mille cieli sopra un continente”. Perché se fai l’amore “fammi l’amore forte, sempre più forte ed io sono l’America”. Solo solo canzonette.
Ma le abbiamo iniziate a cantare perché arrivavano da “al di là del mar”. Le abbiamo inziate a cantare proprio perché forse “attraverseranno l’Oceano lontano da noi” “e “l’ascolteranno gli americani” che però da ieri non sono più andati via. C’era una volta in America… il film più bello della storia del cinema non poteva che essere fatto da un romano (l’ultimo di Sergio Leone, perché era l’84, era Roma-Liverpool) che guardava all’America. Così vicino e così lontano. God bless America e i bombardamenti di San Lorenzo. Il Cacciatore.
L’America per noi è stato sempre il concetto di lontananza: le cievingumm, le sigarette e la barrette di cioccolata, le sigarette e i mozziconi per terra che raccoglievano i nostri papà, il lucido da scarpe e la brillantina, i Divi e poi gli adesivi fosforescenti, ma sempre Happy Days, con Fonzie e Richie Cunningham che era tutti noi. Per noi era un futuro che per loro era già nostalgia, favolosi Anni 50 nel novecentocinquanta. American Graffiti.
Coca-Cola per noi sarà sempre Roberto al megafono. L’America per noi è stata talmente lontana che la volevamo – la dovevamo – tenere persino più lontana negli Anni 70 e gli cantavamo “Yankee go home” perché mica erano aperte le frontiere, mica era arrivato Falcao con Cristoforo Colombo!… Gli cantavamo “go home” e ieri siamo andati a casa loro. E ieri chissà che facevano i tifosi della Roma compagni e camerati negli Anni 70? Chissà… Ma già negli anni di piombo per fortuna che c’era la Roma. Soltanto la Roma, che la è, può riscrivere la storia: dallo sbarco di Anzio a quello all’incontrario di Boston.
Soldati e avvocati. Speranze e speranze. Con la certezza che la Lazio non sarà mai il nostro Vietnam. L’America è stata talmente lontana che per avvicinarcela l’abbiamo cominciata a scrivere senza apostrofo: Lamerica. L’America è stato un concetto così lontano da praticarlo talmente tanto da farlo diventare la caricatura perfetta di Nando Mericoni: What’s America? Ieri c’hanno risposto. Dimmi cos’è… What’s America? Da ieri siamo sulla Luna, gli imbecilli continueranno a guardare il dito, i romanisti alfine usciranno a riveder le stelle.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 16 aprile 2011, in Articoli con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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