Totti go

Gli assomiglia. La Statua della Libertà a Totti, non viceversa. Chi oggi arriverà in America potrebbe anche vederla poggiare il libro per terra e fare il ciucciotto: una dichiarazione di indipendenza da se stessa per onorare quella d’appartenenza del capitano. Probabilmente quando i francesi l’hanno pensata, costruita e poi donata agli americani pensavano a Totti.

C’è uno stralcio di poesia all’interno della Statua della Libertà che si intitola New Colossus, il nuovo Colosso. Che sia dedicata a Francesco Totti qualche dubbio uno potrebbe averlo, ma quando scopri che Emma Lazarus, la poetessa che l’ha scritta, è nata il 22 luglio come la Roma, i dubbi se ne vanno. Quella poesia termina con questo verso: “La mia fiaccola illumina la porta dorata” (I lift my lamp beside the golden door). E’ proprio Totti allora. Non è solo un gioco.

Se c’è un qualche monumento alla fedeltà – e, perché no? alla gloria – in e non di questi tempi mediocri e di plastica, questo è Totti: il nostro faro, dopo la giornata di lavoro, alla fine di una partita, in mezzo alla settimana. La Statua della Libertà è sempre stata l’apparizione per l’emigrante, il primo avvistamento, il “Terra Terra!”, (guardate Novecento, quello con Tim Roth). Totti è così per la Roma nel mondo. Un sinonimo. Una sineddoche. Dici lui, dici noi. Me, we. Dovevano esserci i suoi gol a battezzare questo viaggio. La nostra Statua della Libertà. Probabilmente quando i francesi l’hanno pensata, costruita e poi donata agli americani pensavano a lui.

Era il 1883, cent’anni precisi dallo scudetto di Genova, la città di Colombo che partì da Palo(s) per fare centro. Totti ha fatto 203 volte di meglio. Anche di Falcao, che Cristoforo Colombo ce l’aveva come agente. Totti go e con lui che ci rappresenta tutti andiamo verso l’America se l’America è il futuro: la Champions League, la stelletta più brillarella che ciai per la Coppa Italia e, poi, l’America veramente. Con gli aerei che in questi anni sono volati davvero tra New York e Mosca prima di atterrare oggi, pensando sempre a quella Coppa che un giorno sarà nostra. I have a dream. E ce l’abbiamo da una notte di maggio dell’ottantaquattro. L’altro giorno era il compleanno di Agostino.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 11 aprile 2011, in Articoli con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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