Benedetti 3

La Stella cometa nel giorno dell’Epifania può essere anche un assist. Il 4-2 che Francesco Totti ha fatto fare a Vucinic ha un valore simile. Forse dei quattro gol, quello apparentemente più inutile è stato il più importante, perché ha dato un manto di serenità e di poesia a una partita, e persino a una vittoria, quasi schizofrenica, sicuramente nervosa.

L’ultima immagine di un Roma-Catania strano, brutto, intenso, emozionante, rabbioso, importantissimo, è la più bella, con la Sud che canta il suo Capitano e col Capitano che contraccambia indicando la sua stella.

E’ con questo momento intimo, minimo, da presepe che s’è messo il punto su RomaCatania. Anzi tre punti. Benedetti e subito, soprattutto nella giornata in cui la Juve tracolla, la Lazio e il Napoli si ridimensionano e la classifica comincia a rassomigliarci. Tutto il resto non è noia, ma in discussione. E meno male.

Perché a pensarci bene tutto quello che non ha convinto di ieri è esattamente quello che può confortare domani, in questo senso il primo gol sbucciato di Borriello – così simile a uno dei due di Delvecchio nel derby del 4-1 – è il riassunto della giornata: la Roma che non ha giocato bene è una squadra che ha vinto facendo quattro gol, e tre nel secondo tempo; Ranieri che ha sbagliato l’assetto iniziale (De Rossi influenzato più tre punte, con Simplicio e Taddei che tutto sono tranne che interditori, col centrocampo così scoperto che ogni tanto c’era Mexes a lanciare l’azione, mentre Menez andava fin quasi alla sua area a prendersi il pallone) ha indovinato tutti i cambi della ripresa: un campione del mondo, un ragazzino che ha dato l’esempio, e un giocatore che quando vuole è un Principe per davvero.

Forse non è un caso che i gol sono arrivati con tutti i moschettieri in campo. Come a voler dire che per inerzia, per forza naturale questa Roma qui vince. Come un annuncio di destino. Paradossalmente, è nelle giornate come quelle di ieri che la Roma riscopre di avere una rosa che non ha mai avuto. Di essere forte. Insomma, se c’è l’ombra è perché c’è il sole, e anche una nuvola di pioggia ha i suoi contorni d’argento. Alla fine quel che resta è un assist per il domani.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 7 gennaio 2011, in Articoli con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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