Gioia mia!

E’ annato a vince. Siamo andati a vincere a Milano. Abbiamo vinto, Roma ha vinto, la Roma ha vinto, la stessa cosa. Lei e i suoi tifosi, lei, noi, la sua anima. Abbiamo vinto perché siamo ritornati la stessa cosa, perché non vincevamo lontano da Roma da quando ci avevano vietato di farlo. Era Chievo-Roma, erano ventimila persone per un sogno accarezzato un tempo, poi hanno messo le tessere alle passioni. Ha vinto la Roma stradarola contro la Milano da bere, la Roma che sa soffrire, la Roma che lavora nei vicoli, la Roma contro il potere e senza le televisioni. Ha vinto l’applauso di Borriello fatto lì su in cielo dove stavano i suoi tifosi, due mani in alto, contro i sessantamila che lo fischiavano.

Marco l’hai sentito quel boato quando sei uscito? E’ per questo che sei venuto. E’ annato a vince. Ha vinto la Roma che risponde ai fischi e ai soloni. Ha vinto Claudio Ranieri da San Saba a San Siro, e questo dà fastidio a tanti, non a i tifosi della Roma che stanno ancora sul terzo anello destinazione paradiso a cantare (li sentite?). Ha vinto Ranieri che quest’anno ne aveva vinte tante ma questa, l’ultima, ha un sapore più profondo, più rabbioso e insieme più dolce. Lì a Milano, vicino a Sky, ha rischiato e ha indovinato. ’Annamo a vince. E’ annato. Ha scelto Adriano, che l’altro ieri trequarti della stampa mondiale dava al Corinthians, mentre – per quasi tutti – era già un ex giocatore. Ha vinto scegliendo di mettere insieme tutti e tre i suoi difensori migliori. Ha vinto lasciando in panchina i due giocatori più forti che ci sono nel campionato – Totti e Pizarro – facendo giocare il terzo portiere che ha ipnotizzato il fenomeno dei fenomeni: Ibracadabra gli ha pronunciato e quello ci ha creduto. Ha vinto credendo sempre in De Rossi che mai come ieri è tornato a essere De Rossi: aveva uno specchio lì sul terzo anello. Ha vinto Ranieri che ormai ha scelto Menez come riassunto del suo calcio: lui è il più forte, a lui va la palla. Semplice. Giusto. Logico. Bello come un Forza Roma strillato a Milano. Forza Roma. Sempre.

Forza questa Roma che da ieri deve capire quello che troppo sommessamente (non) s’è detto: può essere la squadra più forte del campionato. Ieri per mezz’ora ha aspettato, magari rincoglionita dalle bugie della classifica, poi più il tempo passava più riscopriva se stessa, riscopriva il piacere di essere Roma: non è un caso che dopo il gol non c’è stata partita, c’era solo Roma in campo a Milano. Non è un caso che a un certo punto Marco Borriello ha gettato via la maschera. Non rimettiamocela più. Annamo a vince il campionato. Da ieri si è capito che è possibile.

A Roma nevica, Castellazzi è campione del mondo, Damato un arbitro di calcio e Massimo Mauro sta zitto. Dove sta? Chissà cosa avrebbe chiesto a Ranieri ieri? Magari gli poteva chiedere perché Pizarro non ha giocato… Ce l’avrebbe mannato.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 19 dicembre 2010, in Articoli con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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