Se il domani è già dopodomani

E adesso? E adesso che nemmeno il Bologna siamo riusciti a battere, nemmeno dopo una (non) conferenza stampa fatta per scudisciare gli animi, stimolare i nervi alla vittoria e per ricompattare tutto l’ambiente? E adesso che stiamo in classifica peggio dell’anno scorso quando iniziammo con due sconfitte e cambiammo pure l’allenatore? Adesso che la difesa è senza difesa, i centrali senza centro, la fascia sinistra un posto dove grattarsi prima di giocare (Riise, Castellini, ieri Cassetti)? Adesso che la preparazione non è stata preparata per il secondo tempo (a Milano ci abbiamo perso la Supercoppa, a Cagliari la faccia, a Monaco la partita, ieri la vittoria)? E adesso che la classifica sembra un ciapanò – Inter a parte – e che ti fa male pensare che a 25’ dalla fine avevi gli stessi punti della banda di Moratti? Che sei svuotato dopo che sicuramente – se sei romanista – avevi fatto già in tempo a ricaricati per ripartire e risognare chissà chi, chissà cosa? E adesso?

Niente. Anzi no, adesso tutto: adesso, ora e sempre, forza Roma.

Ma mica per voler fare “i romanistoni”, né per fare retorica o per non dire quello che è già stato detto, ma soltanto perché è l’unica via per andare avanti, perché nessuno faccia un passo indietro, nemmeno un centimetro, nemmeno un secondo, visto che poi non siamo così avanti; perché tra 48 ore c’è Brescia e sabato notte l’Inter all’Olimpico e ringraziando il cielo c’è poco tempo per restare frustrati, smaniare, aspettare un riscatto che ai tifosi pare un superminimo necessario, dovuto, santo. Perché alzare bandiera bianca – a parte il sollievo del gesto che dura pochi secondi – significa soltanto perdere, perché sbracarsi e la stupidità dello sconforto non portano a niente e soprattutto darebbero alibi ai giocatori, o all’imputato di turno. Soprattutto questo, non tanto perché qualcosina c’è: la prima mezz’ora in cui la Roma ha azzannato il Bologna per far vedere da che parte stava, così come Vucinic che si è alzato ad applaudire il gol di Borriello. La gente invece lo ha fatto sentire da che parte stava: quando è entrata in campo Ranieri lo ha coperto di applausi (e adesso? C’è qualcuno che vorrebbe Ficcadenti?). Poi c’è un portiere che sembra la bella scoperta dell’anno scorso e un attaccante che non sembra, ma è un attaccante.

Marco Borriello col numero 22 ha segnato il suo primo gol con la Roma. Lo ha fatto con il Bologna. Adesso apparentemente non c’entra niente con questo brutto pomeriggio però un dato è un dato e questo resta: in passato due giocatori avevano segnato il loro primo gol della vita con la Roma contro il Bologna e proprio all’Olimpico: si chiamano Paulo Roberto Falcao e Agostino Di Bartolomei. Ecco, bastano i nomi. Sull’attenti. In piedi, Roma. Loro adesso, soprattutto il capitano, non si farebbero domande, ma andrebbero a risolvere la situazione. In un modo o nell’altro. Bisogna farlo. Chi la pensa diversamente forse avrà pure ragione, ma la Roma è sempre stata un’altra questione. Di cuore. Solo con quello non vinci, ma senza perdi sicuramente. E allora forza Roma, visto che il domani è già dopodomani a Brescia. Lì ci ha giocato la sua prima partita Totti e lì per la prima volta De Rossi si è messo la fascia di capitano. Se bisogna ricominciare sembra fatto apposta, e allora ricominciamo.

Annunci

Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 20 settembre 2010, in Articoli con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: