Viva l’Italia, quella di De Rossi

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Pensate alla faccia di Maroni se stasera segna De Rossi. O a quella di Renzo Bossi.

Vale la pena mettersi a guardare il Mondiale soltanto per questo. Va Pensiero. Prendi il tom-tome va a Fanzolo di Vedelago, provincia di Treviso, dove il governatore del Veneto Luca Zaia non ha fatto suonare l’inno di Mameli all’inaugurazione di una scuola elementare sostituendolo col Va Pensierodi Verdi. Hanno ragione loro: cambiamo l’Inno, cambiamo tutto, cambiamo l’Italia col primo Ministro che non festeggia l’Italia, con un partito di governo che come sogno nel cuore ha quello di “bruciare il tricolore” e con l’altro motto, “Roma ladrona”, ci ha vinto elezioni, ci sta crescendo generazioni e presunti campioni: occhio al labiale di Marchisio stasera. Va Pensiero, ma vattene veramente, cambiamo l’Italia del bavaglio e del Grande Fratello, di Lazio-Inter e dei tronisti, delle veline e delle vetrine, degli interismi, delle case comprate all’insaputa e dei senzatetto. Cambiamo l’inno veramente. Adesso.

Invece che Mameli, De Gregori Francesco. Romanista. Romano. Suona bene. Lo sanno già molti, e ti ridà un motivo – perché come cantava Adriano Ribeiro Celentano c’è sempre un motivo – per gridare Viva l’Italia stasera. Viva l’Italia, appunto.

Viva l’Italia liberata, l’Italia del valzer, l’Italia del caffè. L’Italia derubata e colpita al cuore, viva l’Italia, l’Italia che non muore. Viva l’Italia, presa a tradimento, l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento, l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, viva l’Italia, l’Italia che non ha paura. Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare, l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare, l’Italia metà giardino e metà galera, viva l’Italia, l’Italia tutta intera. Viva l’Italia, l’Italia che lavora, l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora, l’Italia metà dovere e metà fortuna, viva l’Italia, l’Italia sulla luna. Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre, l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre, l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l’Italia, l’Italia che resiste. Viva l’Italia di De Rossi, di un giocatore che è prima di tutto un uomo e non rinuncia a essere un essere pensante. Viva l’Italia di De Rossi, di chi lotta, di chi sopporta le malelingue rispondendo solo col lavoro o col sorriso, di chi cade e si rialza, viva l’Italia di Daniele De Rossi, l’Italia che combatte. Viva l’Italia. Viva l’Italia che cantava Francesco De Gregori, in quell’album il cui titolo della prima traccia era proprio Capo d’Africa, che uno pensa sia il Sudafrica e invece è un posto che non esiste. Come l’Italia. Mentre Fanzolo di Vedelago sì. Forza Roma.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 14 giugno 2010, in Articoli con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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