A Bari senza bari

Era strano che Mourinho stesse così zitto. Più credibile il draghetto pompiere Grisù, del silenzio del Grande Comunicatore.

C’è qualcosa sotto la cenere di Interello che cova da dopo la vittoria sul Chelsea. Fumo da Londra, ma non è un colore: puzza. Che sta succedendo al campionato? O che sta per succedere? La difesa di Moggi ha tirato fuori telefonate che coinvolgono l’Inter, la società che beneficiò dello scudetto 2006 revocato alla Juve.

Nelle intercettazioni si parla di contatti fra Moratti e gli ex designatori, di cene fra Facchetti e Bergamo, di arbitri offerti alla figura che era uscita linda da Calciopoli. Le intercettazioni prima girano sui giornali amici, ma ieri vengono battute da agenzie nazionali e oggi saranno su tutti i giornali. La Pubblica opinione adesso sa.

E così pure Vieri chiede la revoca dello scudetto all’Inter. Il messaggio che si vuol far passare è chiaro: il più pulito c’ha la rogna; Moggi lo dichiara: «O tutti colpevoli o tutti innocenti». Che è tutto tranne che giustizia. L’altro ieri è capitata pure un’altra cosa, un accordo transativo sancito davanti al Tribunale di Roma per due vertenze, una penale e l’altra civile, tra due signori: Luciano Moggi e Massimo Moratti. Non è strano che scoppi una pace giudiziaria fra i due grandi nemici proprio mentre sta per scoppiare il bubbone? Perché Mourinho – intercettato in una chat coi suoi tifosi – ricomincia a parlare solo per dire che “Non ho neppure il diritto di parlare con i tifosi dell’Inter senza che per forza qualcuno ci metta il naso???”. Chi? Di cosa stiamo parlando? Moggi ha aggiunto una cosa ieri: «O tutti colpevoli, o tutti innocenti, e per me sono tutti innocenti». E il fuorigioco di Milito, Pandev e Rummenigge di tre metri di sabato? E le non espulsioni di Chivu e Maicon?

Perché l’Inter si lamenta se è l’unica che dovrebbe starsene zitta e sperare che il fumo passi? Cantava il Poeta: «E poi ti dicono tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera, ma solo è un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera». Apposta i tifosi della Roma escono per andare a Bari: noi i bari non li vogliamo, perché bari non siamo mai stati. Oggi, stanotte, diecimila persone usciranno da casa e faranno centinaia di chilometri solo per una passione. Non la sporcate. Non ci provate. Tanto non ci riuscirete mai.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 3 aprile 2010, in Articoli con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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