Dopo Yoko Ono e John Lennon ecco Mirko Vucinic e Luca Toni

Yoko Ono e John Lennon si sono sposati un 20 marzo come ieri e con una canzone hanno provato a cambiare il mondo.

Forse ci sono riusciti, forse no, sicuramente quattro gol come quelli che hanno fatto Vucinic e Toni ieri non li hanno mai fatti: Mirko e Luca, ecco la nuova coppia che può predicare l’amore universale, libero, e persino quello reale. Già, perché non ci sono nemmeno gelosie, insieme a loro c’è pure un artista prestato – ogni tanto – al pallone, un musone che sa illuminare gli angoli come il sole, si chiama come un profeta e gioca come un poeta, si chiama, da ieri, Jeremy Zizou Menez.

Chapeau, ha disegnato un paio di terzine meglio di Rimbaud. Sembra l’uomo che può cambiare la storia, poi ce n’è pure un altro che è già leggenda, si chiama Francesco Totti. Ecco, immagina. Imagine… che può essere questa Roma quando tornerà pure il giocatore più forte che abbia mai avuto, immagina soltanto se tra una settimana… E’ il momento di farlo.

Il sogno non è più così un sogno, resta innominabile soltanto perché altrimenti i desideri non si avverano e ieri sull’Olimpico sono passate quattro stelle cadenti (una cometa la prima di Vucinic, più una sassata, quasi un meteorite, quella di Toni). Esprimete i desideri e non rispondete: dove può arrivare questa Roma qua? Quali sono i limiti dopo stanotte?

Ieri mancavano anche De Rossi, Pizarro, Mexes e Taddei, altri quattro, come i gol, come i moschettieri, come i punti che mancano… tutto torna, tutto può arrivare. Questo è il momento di crederci: tra una settimana c’è la storia, tra una settimana si può sognare. Imagine. Claudio Ranieri, il quarto Beatles, l’ha fatto: s’è inventato un francesino alto alto fino al soffitto in mezzo al campo, e a un altro gli ha dato solo un compito: “vai, sii libero e felice”.

La Roma è andata con la Marsigliese, poi davanti ci ha pensato la nuova strana bellissima coppia: Vucinic era come Jimmy Grimble, aveva strane scarpette viola perché erano magiche come la squadra per cui gioca; Toni invece era un radar, una giraffa, una gru che si spostava in continuazione, quello che serviva a Jeremy Zizou per giocare a battimuro come fanno i ragazzini. Apposta alla fine è entrato pure Stefano Pettinari classe ’92 e tanta classe: come a ricordare che la Roma è un’eterna storia che si rinnova, che mai s’arrende e si ritrova. Stavamo a 14 punti, siamo a 4, e tra una settimana… Imagine. Nella notte in cui salutavamo per sempre un campione d’Italia, Naimme, nella sera in cui Mirko quando segna ricorda a se stesso e a tutti che sta per diventare papà, la Roma ha scoperto un nuovo inizio. Oltre le critiche, oltre i gufi, oltre le statistiche da Udine all’Udinese, con l’Udinese che non aveva mai vinto in trasferta e l’ultima volta l’aveva fatto all’Olimpico…

Ieri era una serata speciale, tutti i cattivi pensieri, le jatture sono rimasti altrove, chissà dove ma non da queste parti. C’è un nuovo coro da un po’ di tempo che si canta con splendida insistenza in Curva Sud, è la versione allungata e rivista delle note di Maledetta primavera. Ieri dopo il 2-2 dell’Udinese s’è alzato forte proprio quel canto e la Roma che s’era per un momento persa, più per colpe dell’arbitro che per le sue, s’è immediatamente ritrovata, s’è stretta forte a se stessa e si è ripresa con prepotenza e con cura un sogno. Il suo. Una canzone. You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one / I hope someday you’ll join us, and the world will live as one (Puoi dire che sono un sognatore ma non sono il solo / Spero che ti unirai anche tu un giorno e che il mondo diventi uno). Imagine tra una settimana che sarà lo stadio Olimpico contro l’Inter. Immagina perché oggi si può fare: è il 21 marzo. Primavera.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 20 marzo 2010, in Articoli con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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