Nove mesi, un parto e una favola per i bambini

Nove mesi oggi. Un parto. Era il primo marzo l’ultima volta che Totti all’Olimpico in campionato aveva fatto l’amore. Go, un vagito boato, il ciucciotto, le dediche ai bambini e tutto il corredo necessario: è nato, è nato, è Natale anticipato. Buona vita viola club. Sotto l’albero fatto a rombo c’è il dono più prezioso e una favola da raccontare: quella della Roma che s’era persa e a un certo punto ha capito di dover affrontare una metamorfosi per potersi ritrovare. Nessun paradosso, oggi c’è poco Kafka ma tanto amore. Questa squadra sta già crescendo da sola, si sta facendo “ometta” e, siccome ha perso troppo tempo, ha la santa fretta di voler dimostrare a se stessa di poter recuperare tutto e subito: il colpo di testa di Juan dopo 34” del primo tempo, il tiro di Totti dopo 41” del secondo, sono i primissimi piccoli passi di quest’orma gigante. E’ l’ultima creatura di Spalletti e Totti ed è ancora nuovamente Meravigliosa. D’altronde: “bisogna essere straordinari”, aveva detto alla vigilia proprio l’uomo che ha insegnato al romanista ad essere normale. Nessun paradosso, questa è una fiaba e chi la racconta per antonomasia è lo Speciale: “La Roma può vincere lo scudetto”. Sarà che ai bambini non sempre si dice la verità, oppure che c’è proprio quella al fondo di ogni campionato. Difficile non crederci, facile come volare. Sarà l’euforia per il parto, ma tanta felicità non si vedeva da tempo: prendete Carrizo, per esempio. Saputa la notizia, ha lasciato di corsa la porta cercando inutilmente da Bergamo di abbracciarsi Totti. Oppure Delio Rossi che ha saltato la conferenza stampa perché influenzato: colpa del Fontanone, per la gioia, s’è ributtato lì. O Luciano Zauri che s’è perso Vucinic quando s’è messo ad esultare ai gol dell’Atalanta. E poi Mutu, che quest’estate aveva fatto di tutto per venire qui, poi per restare lì, perché comunque giocava là la Champions lì, ma adesso che la Champions sta solo qua, non sa più che deve fa’. Qualcuno gli ha ricordato che proprio quando stava a un passo dalla Roma s’è messo a saltellare. Ecco: salta Mutu, salta, che soprattutto per te è già passato Babbo Natale.

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Informazioni su Tonino Cagnucci

Romanista. Papà di Lorenzo

Pubblicato il 1 dicembre 2008, in Articoli con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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